STARE O FARE?
Rallentare per ritrovarsi ✨
Nella prima parte della NL vi parlo della mia recente esperienza in Madagascar 🌍
Alla fine invece vi dò un info pratica su alcune novità relative al calendario @sketch_eat e ad altri prodotti che usciranno a Dicembre 2023: quindi sappiate che non mi offendo: se non vi interessano i dettagli della mia avventura, skippate direttamente alla fine 😉
Chi di voi mi segue su Ig già lo sa, per tuttə gli altri faccio un brevissimo recap: esattamente 7 giorni fa, terminavo la seconda missione in Madagascar come parte del team Nutrition della onlus helpforoptimism e mi preparavo a tornare in Italia, dove mi trovo adesso. Ho ritrovato alcune righe scritte mentre assaporavo l’ultimo giorno di questa esperienza incredibile.
Ho deciso di condividerle con voi 🌊
“Dal 2016 ho avuto la fortuna e la possibilità di dare spazio nella mia vita alla mia più grande passione, il viaggio: la vera avventura è cominciata partendo da sola per 6 mesi in Sud America, ma la verità è che quello si è rivelato essere solo l’inizio: da lì non mi sono mai più realmente fermata 🌬️
Negli ultimi anni, per una serie di coincidenze tra vita lavorativa (come la collaborazione con Helpforoptimism) e privata (il mio fidanzato ha vissuto gli ultimi anni della sua vita in Sudan, lavorando per una ONG) mi sono trovata a viaggiare spesso in Africa, e ho avuto la fortuna di farlo al di fuori dai classici circuiti turistici in cui spesso ci si ritrova quando si sbarca su questo incredibile continente 🌞
Suonerà banale ma ciò che mi lascia basita ogni volta che approdo in questi luoghi, è l’immensa differenza tra il nostro modo di vivere la giornata e il loro.
Come se una via di mezzo non fosse contemplabile, si passa nel giro di una manciata di ore in aereo dalla nostra realtà (in cui la nostra giornata è una corsa contro il tempo) alla loro, in cui la gente passa intere ore, semplicemente a stare.
Osservare, conversare, ascoltare, ridere, ballare, vivere in contatto con il contesto che li circonda, diventa la cosa più naturale del mondo, indipendentemente che ci si trovi nel traffico di Khartum o nel bel mezzo di un’isola deserta come quella in cui mi trovo proprio adesso, a Nosy Mitsio circondata da bambini che mi fanno le treccine e che dicono cose a me incomprensibili in malgascio.
Una delle parole che ho sentito più spesso pronunciare durante i miei ultimi soggiorni in queste terre sono sempre state le stesse: “mora mora” in Madagascar, “pole pole” in Tanzania o “Shwea Shwea” (non so come si scriva 🤣) in Sudan, e la cosa buffa è che il significato comune di questi dialetti diversi è sempre lo stesso: piano piano.
La lentezza e la capacità di “stare” invece di “fare” è qualcosa che accumuna incredibilmente tutti i luoghi africani che ho avuto la fortuna di vivere.
Mi torna alla mente un libro di Kundera che ho letto recentemente e che si intitola “La lentezza”, una parte che ho molto apprezzato dice così:
C'è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo. Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all'intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensità dell'oblio.
Come dico nel mio ultimo Reel, una delle moltissime cose che mi porto a casa dopo questa ennesima avventura è l’importanza ancora una volta di rallentare.
So che il costo di questo proposito coincide con l’andare contro corrente nella società della produttività e della performance in cui viviamo, ma so anche quanto valga la pena costruirci e cucirci una vita che appaghi i nostri bisogni.
Rallentiamo, Riconnettiamoci, Ritroviamoci.
Come sempre, torno in Italia con gli occhi e il cuore ancora più grandi di quando sono partita, più ricca e grata a me stessa per aver colto questa meravigliosa opportunità.”
Tornando al mondo reale, e ad una temperatura decisamente più torinese ed invernale 🎅🏼, ne approfitto per dirvi che sono aperte le prenotazioni per il calendario di @sketch_eat che io e mia sorella Francesca Tabasso vi proponiamo ogni anno: il tema del 2024 sarà “l’intuitive eating” ✨
Riserva la tua copia scrivendomi in DM su Instagram o contattandomi per mail a valeriatabassonutrizionista@gmail.com o whatsapp al numero +393518124554 e non perderti le mie prossime storie in cui vi renderò partecipi del processo di creazione e vi porterò un po’ nel dietro le quinte con noi 👯♀️
La bella notizia è che ci saranno anche altri prodotti disponibili che potrete scegliere direttamente dall’e-commerce che sarà online tra qualche settimana (vi faccio un micro spoiler: tazze, tovagliette, shopper, libricini 😍).
Da ieri, sono tornata operativa per le consulenze online oppure vis a vis a Torino: scrivimi se vuoi prenotare il tuo posto e cominciare un percorso insieme, cucito su di te e adatto ai tuoi tempi: ci sono ancora pochi posti disponibili a Dicembre, i prossimi saranno disponibili dal 2024).
Puoi contattarmi qui oppure scrivermi una mail a valeriatabassonutrizionista@gmail.com o mandarmi un messaggio su whatsapp al +393518124554.
Ti auguro di rallentare, almeno un po’ ✨
A presto,
Valeria


